ROYA CITOYENNE – Résistances en Roya

solidarité, renforcement du réseau social, réflexion sur des projets de société respectueux de l'humain et de la nature…

Archive pour la catégorie 'Droits de l’homme – Société'

MEDIAS : répression des maraudes solidaires à Vintimille dans « Genova Repubblica »

Posté : 24 mars, 2017 @ 9:24 dans Citoyens solidaires, Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios | Pas de commentaires »

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/03/24/news/ventimiglia_indagato_per_aver_dato_da_mangiare_ai_migranti-161313201/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S1.8-T1&refresh_ce

Ventimiglia, denunciato per aver dato

da mangiare ai migranti

Il primo verbale di polizia dopo l’ordinanza del sindaco pd che vieta di distribuire alimenti

di PIETRO BARABINO

24 marzo 2017

Ventimiglia, denunciato per aver dato da mangiare ai migranti
Il verbale di polizia 

 Sul verbale della Polizia di Stato, commissariato di Ventimiglia, si legge: “Indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti”. È datato 20 marzo ed è il primo provvedimento di cui si ha notizia, in seguito all’ordinanza dell’11 agosto 2016, con la quale il sindaco della città di confine con la Francia, Enrico Ioculano (Pd), vieta la distribuzione di alimenti ai migranti. 

I denunciati in realtà sarebbero stati tre, tutti di cittadinanza francese. «Siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica. Utilizzare il diritto per colpire e punire episodi di solidarietà non può avere e trovare alcuna giustificazione», dice il presidente di Antigone Patrizio Gonnella. Uno dei fermati si è rifiutato di firmare la denuncia perché nessuno era in grado di tradurre il documento e i contenuti in francese. Dura condanna anche da parte di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia: “Questa sanzione non è che l’ennesimo segnale dell’avvio, anche in Italia, di un allarmante processo di criminalizzazione della solidarietà. Iniziano a moltiplicarsi i provvedimenti amministrativi e giudiziari, in varie parti d’Italia, ma soprattutto in liguria, che rischiano di avere un effetto raggelante nei confronti di chi intende manifestare solidarietà nel modo più pratico e semplice possibile, con l’effetto paradossale di andare a colpire persone e associazioni che si assumono la responsabilità di colmare le gravi lacune lasciate dalle istituzioni”. 
L’ordinanza del primo cittadino di Ventimiglia, Enrico Ioculano, era nata adducendo motivi di ordine igienico-sanitario. Lo stesso sindaco, in seguito, aveva spiegato che in molti volevano “farsi pubblicità” offrendo solidarietà di questo tipo ai migranti e quindi lo scopo del suo provvedimento era fermarne il “protagonismo”, dal momento che associazioni autorizzate svolgevano già il servizio di distribuzione di alimenti. 

Ma “l’ordinanza è inattuale – commenta l’avvocato Alessandra Ballerini, che a Ventimiglia collabora con Caritas e Terres des Hommes – perché fa riferimento a ragioni igienico-sanitarie correlate alle ‘temperature medie della stagione estiva’ e si basa inoltre su una situazione diversa, ovvero quella di agosto, quando a Ventimiglia il centro predisposto dalla Prefettura e gestito dalla Croce Rossa Italiana era aperto a tutti, mentre oggi l’accesso è vincolato alla disponibilità, da parte dei migranti, di lasciarsi identificare e avviare la richiesta di asilo. L’articolo 2 della Costituzione italiana – aggiunge l’avvocato – impone il dovere della solidarietà, non capisco come si possa legittimamente vietare non dare cibo e acqua a chi si trova in condizioni di bisogno”.  

Per questo, ogni giorno a Ventimiglia, nel tardo pomeriggio, dai paesi francesi della Val Roja, arriva un’automobile piena di panini, acqua e tè che vengono distribuiti a decine di migranti che vagano in attesa di provare a fare il grande salto verso la Francia: non facile, perché la frontiera di fatto è chiusa.  Se gli arrivi sono costanti, il numero dei migranti che dormono in strada è aumentato nelle ultime settimane da quando, al Centro gestito dalla Croce Rossa al Parco Roja, è presente posto di polizia che identifica i migranti attraverso le impronte digitali e quindi li avvia al ricollocamento in altri centri in Italia.
Per questo, dal momento che chi è arrivato fino a Ventimiglia con l’intenzione di passare la frontiera con la Francia non ha alcuna intenzione di essere trasferito in altre parti d’Italia, da settimane molti migranti si tengono lontani dal campo governativo. Per mangiare, chi dorme in strada può ora rivolgersi solamente presso la Caritas e il campo totalmente autofinanziato “Ventimiglia Con-Fine Solidale” presso la Chiesa di Sant’Antonio. Ma non essendo possibile sfamare tutti, sono gli stessi volontari “autorizzati” a dichiarare che il servizio svolto ogni sera dai cittadini francesi, che distribuiscono un centinaio di pasti in strada, si rivela essenziale. Nel verbale di identificazione, consegnato al cittadino francese, si legge che “verrà segnalato in stato di libertà alle competenze dell’autorità giudiziaria in quanto indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti, art. 650 c.p. contravvenendo ad un’ordinanza del Sindaco di Ventimiglia”. 
Torna attuale il commento del Vescovo di Ventimiglia Antonio Suetta, che all’entrata in vigore dell’ordinanza che avrebbe impedito la distribuzione diretta da parte di volontari e attivisti di cibo a acqua ai migranti, aveva dichiarato: « L’accanimento su chi aiuta è una forma moderna di martirio, ma non bisogna aver paura e bisogna andare avanti: la storia dell’umanità è fatta di persone che , pagando sulla propria pelle, hanno sfidato delle leggi ingiuste, e se quelle persone non avessero fatto questi passi coraggiosi noi oggi non potremmo godere di certe libertà che hanno reso migliore la nostra società. » Contattato l’avvocato d’ufficio del foro di Imperia indicato nel verbale, riferisce di non aver ancora ricevuto la notifica dall’autorità giudiziaria.
 

Lettre au ministre de l’Intérieur Bruno Le Roux d’élus du PCF, Marie-Christine Vergiat, Eliane Assassi, Pierre Laurent, Dominique Watrin

Posté : 23 mars, 2017 @ 2:44 dans Citoyens solidaires, Communiqué officiel, Droits de l'homme - Société, Mineurs Isolés Etrangers, Réfugiés - Migrants | Pas de commentaires »

fichier pdf 2017-03 Lettre Roya

                                                                         

                                                                                                                                                     Monsieur Bruno Le Roux

                                                                                                              Ministre de l’intérieur

                                                                                                              Place Beauvau

                                                                                                              75008 Paris

 

Copie adressée                                                                                              Paris, le 16 mars 2017

à Monsieur le premier ministre             

 

 

Monsieur le ministre,

Nous souhaitons attirer votre attention sur les conditions d’entrée sur notre territoire de ressortissants de pays tiers à la frontière franco-italienne.

La situation qui prévaut dans les Alpes-Maritimes suscite une profonde émotion dépassant largement le cadre local, devant le sort fait à des femmes, des hommes et des mineurs venant chercher asile et protection dans notre pays d’autant que des poursuites judiciaires à l’égard des citoyens qui viennent en aide à ces personnes en situation de détresse semblent se multiplier. Ceci n’est pas sans poser question alors que le gouvernement de Jean-Marc Ayrault a souhaité supprimer le délit de solidarité par la loi du 3 décembre 2012, volonté réaffirmée tout récemment par l’actuel ministre de l’Intérieur.

De multiples témoignages nous ont été rapportés faisant état d’interrogations quant à la bonne application des dispositions législatives en vigueur notamment en ce qui concerne la mise en œuvre de l’article 213.2 du CESEDA.

Quelques exemples :

- l’ensemble des procédures sont mises en œuvre en français et donc dans une langue qui n’est pas compréhensible pour une grande partie des personnes qui se voient opposer un refus d’entrée sur le territoire. Nombre de ces personnes sont en effet des ressortissants soudanais, érythréens et afghans nonobstant la présence de ressortissants d’Afrique de l’Ouest.

- les contrôles effectués aux points de passage autorisés définis dans le cadre du rétablissement des frontières intérieures à l’espace Schengen ne doivent se faire que lorsqu’ils s’avèrent nécessaires et absolus et selon le droit européen sur les tronçons de frontières prédéterminés. Or ils semblent être faits de façon systématique, relativement arbitraire et avant tout basés sur la couleur de peau, ce qui donne lieu à des discriminations, y compris vis-à-vis de citoyens français.

- la possibilité de demander l’asile ne semble pas être clairement explicitée. Il semble que, la plupart du temps, les autorités établissent la décision de non admission en estimant implicitement que les personnes concernées ont fait une demande d’asile en Italie. Or l’Italie, peut être considérée comme le pays dit « de premier contact » il n’est nulle obligation pour un ressortissant de pays tiers cherchant la protection internationale sur le territoire de l’UE de déposer une demande d’asile dans le premier pays d’entrée et, en toute hypothèse, cela doit être vérifié.

Les chiffres mis en avant par la Préfecture des Alpes-Maritimes parlent d’eux-mêmes : alors que 30000 refus d’entrée sur le territoire français ont été prononcés dans les Alpes-Maritimes, soit 70% de l’ensemble des refus d’entrée sur le territoire français, seuls 700 à 800 demandes d’asile ont été déposées dans le département en 2016, soit plus ou moins 1% du nombre total des demandes d’asile déposées en France. Aucune demande d’asile n’a, semble-t-il, été déposée lors du franchissement de la frontière.

L’article 213.2 du CESEDA précise également que le refus d’entrée sur le territoire ne fait pas obstacle à un examen de la situation individuelle de chacune des personnes concernées. Ceci vaut donc tout particulièrement pour les demandeurs d’asile, déjà évoqués ci-dessus, et a fortiori, pour les mineurs.

En outre, les mineurs semblent se voir refuser l’entrée sur le territoire sans bénéfice du délai d’un jour franc obligatoire qui leur est applicable et sans que leur vulnérabilité soit étudiée au regard des adultes qui les accompagnent et qui peuvent y compris être des passeurs ou des trafiquants quand ces personnes ne sont pas des parents des mineurs en question.

Il semble également que les documents de refus d’entrée soient de plus en plus souvent préétablis, y compris le cochement de la case prévoyant le retour volontaire, que le nom d’un PPA soit inscrit y compris lorsque les contrôles sont effectués en d’autres parties du territoire.

Compte tenu des conditions dans lesquelles la France a demandé le rétablissement au contrôle à la frontière franco-italienne (COP21, puis suites des attentats de Paris), il nous semble donc préoccupant que celui-ci se traduise par une négation des droits des ressortissants des pays tiers et des garanties légales que l’Etat français doit leur assurer.

Ceci d’autant plus que la France est assez loin de tenir ses engagements vis-à-vis de l’Italie dans le cadre du mécanisme de relocalisation d’urgence. Seules 2445 personnes ont effectivement été relocalisées pour un engagement de 12 599.

C’est pourquoi nous vous demandons :

- de veiller à l’application intégrale de l’article L 213.2 du CESEDA et plus largement des droits fondamentaux des ressortissants des pays tiers tels qu’elle résulte du droit français, du droit européen, et du droit international ;

- de mettre en place des structures adaptées au bon respect de ses droits et notamment d’ouvrir un centre d’accueil et d’orientation dans les Alpes maritimes pour faire face aux besoins ;

- de veiller tout particulièrement au respect des droits des mineurs notamment quand ils sont non accompagnés ;

- de faire cesser les poursuites à l’égard des citoyens solidaires qui tout le moins ne doivent pas faire l’objet de contrôles récurrents des forces de police. 

Nous serions ravis de pouvoir échanger avec vous de cette situation et nous vous saurions gré de bien vouloir nous faire part de votre sentiment à l’égard de l’ensemble de ces préoccupations.

Dans l’attente de votre réponse nous vous prions d’agréer, Monsieur le ministre, l’expression de notre très haute considération.

 

Lettre au ministre de l'Intérieur Bruno Le Roux d'élus du PCF, Marie-Christine Vergiat, Eliane Assassi, Pierre Laurent, Dominique Watrin dans Citoyens solidaires clip_image002

 

Pierre Laurent

Secrétaire national du PCF

 

 

Eliane Assassi                                                                                                 Dominique Watrin

Sénatrice                                                                                                           Sénateur du Pas-de-Calais

Présidente du groupe communiste

républicain et citoyen (CRC)

Communiqué de Roya citoyenne au 23/3/17 « Une politique migratoire de plus en plus meurtrière à nos frontières »

Posté : 23 mars, 2017 @ 2:35 dans Citoyens solidaires, Communiqué officiel, Droits de l'homme - Société, Réfugiés - Migrants | Pas de commentaires »

fichier pdfCommuniqué 22 03 17 rev

Communiqué

Une politique migratoire de plus en plus meurtrière… à nos frontières aussi

Nous continuons d’égrener ces morts « accidentelles », neuf à présent….
Mardi 21 mars, un jeune homme est décédé suite à une terrible chute au « Pas de la Mort », en tentant, encore et toujours, de franchir la frontière, et d’accéder vainement au « droit d’asile » inscrit dans la Loi française et la Convention internationale de Genève.
Mercredi 22 mars, un trentenaire est dans un état très grave après une chute de plus de vingt mètres dans la même zone frontalière (un suicide semble-t-il après une énième « réadmission », c’est-à-dire une expulsion : la langue de bois, elle, tue vraiment).
La France ferme sa frontière de manière de plus en plus aveugle depuis juin 2015. Nous ne reconnaissons plus la France, patrie des Droits de l’homme : c’est le Gouvernement qui, en bafouant les droits de  ces personnes vulnérables, les met en danger.

Jeudi dernier 16 mars, dans la vallée de la Roya, une nouvelle fois la loi n’a pas été appliquée…

Ce jour-là, Roya Citoyenne  a accompagné, comme elle l’avait annoncé, une famille de réfugiés érythréens (avec un petit garçon de 5 ans) à la gendarmerie de Breil, afin de faire valoir leur droit à l’asile, comme il est prévu par la loi française. Malgré la présence d’avocats et de médias, cette démarche a tourné en une sombre farce, une parodie d’Etat de non-droit. Les avocats ont été empêchés d’assister leurs clients  et ont pu constater de nombreuses irrégularités.
Contre toute attente de ceux qui veulent encore croire à notre République, cette famille a honteusement été refoulée en Italie.

 Les  mineurs non accompagnés doivent être pris en charge par l’ASE, les majeurs doivent pouvoir faire une demande d’asile sur tout le territoire français, y compris dans la Roya ou à Menton.  Combien de morts y aura-t-il  encore avant que la loi soit appliquée ?

 

Roya citoyenne, le 23/3/2017

Journée de formation par le CIDEFE à Nice vendredi 31/3/17 « Les élu-e-s et l’accueil des réfugiés »

Posté : 23 mars, 2017 @ 1:46 dans Citoyens solidaires, Droits de l'homme - Société, Formation, Réfugiés - Migrants | Pas de commentaires »

« Les élu-es et l’accueil des réfugiés »

Vendredi 31 mars 2017 de 9h à 17h

Objectifs : Faire le point sur le cadre juridique et politique ; Echanger les expériences et les propositions.

PROGRAMME DE LA JOURNEE

Apports juridiques : cadre national et européen
 Gérard Sadik, responsable de la commission asile CIMADE
 Marie-Christine Vergiat, députée européenne

Actions des élus, des associations et des habitants
 Gérald Briant, adjoint au maire du XVIIIe arrondissement de Paris
 Cécile Dumas, conseillère municipale d’Antibes (06)
 Jean-François Téaldi, conseiller municipal de Cagnes-sur-Mer (06)
 un ou plusieurs membres du Collectif de Roya citoyenne

Tour de Table : 
Les actions à mener ensemble avec les associations, les élus, les habitants…et travail autour de propositions alternatives.

Pour plus d’informations contacter Faten KHATTALI
01.48.51.15.89 -  faten@elunet.org

fichier pdf flyer_accueil_des_refugies_310317_nice

Un blessé grave aujourd’hui 22/3/17, un mort hier… La frontière blesse, la frontière tue : l’Etat français bafoue le droit d’asile

Posté : 22 mars, 2017 @ 6:24 dans Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios | Pas de commentaires »

Et la liste s’allonge…
https://citoyenssolidaires06.com/?page_id=3098

Aujourd’hui encore un blessé dans un état très grave :
http://www.sanremonews.it/2017/03/22/sommario/ventimiglia-vallecrosia-bordighera/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/ventimiglia-migrante-fa-un-volo-di-20-metri-nella-zona-di-ponte-san-ludovico-portato-in-elicottero.html
Un Afghan d’une trentaine d’années a fait une chute d’une vingtaine de mètres dans la zone frontière du Pont Santo Ludovico. Il avait été « réadmis » (sic) par la police française vers l’Italie (traduction de la langue de bois, ça signifie : renvoyé par la PAF à pied direction Vintimille, sans chercher à savoir si la personne est un demandeur d’asile, conformément à la Loi), pour être transféré à Tarento, Italie du Sud, hot spot d’où partent de nombreuses expulsions vers les pays d’origine.
Le journal précise : « Il était néanmoins libre de s’éloigner à quelque moment que ce soit » … Mais qui dit dans quel état moral et psychologique se retrouvent ces personnes qui, après l’enfer terrestre qu’elles traversent, se retrouvent expulsées sans aucun respect de leurs droits vers l’Italie, 1, 2, 3 … jusqu’à une dizaine de fois, mineurs ou pas… L’enfer européen, après l’enfer du désert, l’enfer libyen, voici l’enfer européen, celui de nos démocraties aux murs de verre où se brisent tous leurs rêves…
L’hypothèse du suicide semble se confirmer – et qui s’en étonnerait !
http://www.riviera24.it/2017/03/ventimiglia-respinto-dalla-francia-si-lancia-nel-vuoto-gravissimo-afghano-250160/

Et hier la frontière a tué encore ….

http://www.20minutes.fr/nice/2034979-20170321-cote-azur-migrant-retrouve-mort-sentier-entre-france-italie
http://www.nicematin.com/faits-divers/le-corps-dun-migrant-retrouve-a-la-frontiere-entre-menton-et-vintimille-123360

La presse classe ce drame dans les faits divers. Il ne s’agit pourtant pas d’un « accident » :
L’histoire se répète, la liste macabre s’allonge, voir ci-dessous ou en lien au-dessus.
Le Gouvernement français est bien le responsable de ces drames, dont la cause est directement liée au déni des droits humains, au déni du droit d’asile.
Jeudi 16 mars, un collectif d’avocats et Roya citoyenne avec des habitants solidaires ont accompagné à la gendarmerie de Breil/Roya des demandeurs d’asile, afin de faire valoir normalement valoir leurs droits comme le prévoit la Loi. Nous connaissons la suite qui s’apparente à une sinistre farce.
Les avocats ont constaté les nombreux manquements à la Loi de la part des autorités et des forces de police. Cette famille de réfugiés érythréens ont été « réadmis » en Italie avec leur enfant au mépris de toutes les procédures légales prévues. Tout a été fait pour les isoler des citoyens qui les soutenaient, et surtout de leurs avocats : auditions sans interprète, sans avocat…
http://roya06.unblog.fr/2017/03/17/letat-hors-la-loi-a-breilroya-deni-dasile-jeudi-1632017-media-nice-matin-17317-communique-roya-citoyenne-15317/

https://citoyenssolidaires06.com/?page_id=3098 :
Date

Qui Origine Comment / ou
06/09/16 Jeune homme « origine africaine » Chute sous le viaduc de l’autoroute à Sainte Agnès en essayant d’échapper aux forces de l’ordrehttp://www.20minutes.fr/nice/1921323-20160908-menton-jeune-migrant-retrouve-mort-sous-viaduc-autoroute
07/10/16 Milet, femme, 17 ans Erythréenne Millet, 17 ans érythréenne, morte sur le coups vendredi, percutée par un camion sur l’autoroute.Un blessé grave aujourd'hui 22/3/17, un mort hier... La frontière blesse, la frontière tue : l'Etat français bafoue le droit d'asile dans Droits de l'homme - Sociétéhttp://www.nicematin.com/faits-divers/une-migrante-decede-apres-avoir-ete-percutee-par-un-semi-remorque-83696
21/10/16 Jeune homme Percuté par une voiture sur l’autoroute A8http://www.leparisien.fr/faits-divers/un-jeune-migrant-tue-sur-l-autoroute-pres-de-menton-22-10-2016-6240525.php
22/11/16 Jeune homme,  23 ans Nigérian Noyé emporté par la Royahttp://www.20minutes.fr/nice/1966535-20161122-intemperies-migrants-pieges-crue-vintimille
23/12/16 Jeune homme, environ 25 ans Vintimille : un jeune migrant tué par un train près de la frontière française. Un jeune migrant a été tué accidentellement alors qu’il marchait le long de la voie ferrée près de la ville frontalière italienne.
http://www.leparisien.fr/faits-divers/vintimille-un-jeune-migrant-tue-par-un-train-pres-de-la-frontiere-francaise-24-12-2016-6491982.php
04/01/17 Homme,  27 ans Lybien Un migrant heurté par un scooter à Vintimille est mort sur le coup sur la route qui mène au camp de La Croix Rouge.http://www.riviera24.it/2017/01/migrante-investito-da-scooter-muore-sul-colpo-centauro-in-codice-rosso-al-borea-244222/
05/02/17 Jeune homme, entre 20 et 25 ans Afrique du Nord Percuté par un train dans le tunnel de Doganahttp://www.nicematin.com/faits-divers/on-en-sait-plus-sur-le-migrant-decede-ce-dimanche-matin-dans-un-tunnel-ferroviaire-entre-litalie-et-menton-112229
17/02/17  Homme Le corps carbonisé d’un homme a été retrouvé vendredi matin sur le toit d’un train en provenance de Vintimille (Italie). Il pourrait s’agir d’un migrant.
http://www.leparisien.fr/faits-divers/cannes-electrocute-sur-le-toit-d-un-train-qui-venait-de-vintimille-17-02-2017-6689352.php

Débat 30/3 18 h organisé par « Nice matin » et la Commission européenne :  » Migrants, mais que fait l’Europe ? » avec Roya citoyenne

Posté : 22 mars, 2017 @ 5:23 dans Citoyens solidaires, Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios, Réfugiés - Migrants, Réunion publique | Pas de commentaires »

http://www.nicematin.com/faits-de-societe/migrants-mais-que-fait-leurope-venez-debattre-avec-nous-jeudi-30-mars-123622

Le groupe Nice-Matin et la Commission européenne organisent le jeudi 30 mars, de 18h à 20h, au siège du journal à Nice, un débat public.

« Migrants, mais que fait l’Europe? » Venez débattre avec nous jeudi 30 mars

Cote-D-Azur -  Faits de société

Des migrants bloqués à la frontière à Menton.

PAR La rédaction Mis à jour le 22/03/2017 à 14:09 Publié le 22/03/2017 à 10:46

Le thème: « Migrants, mais que fait l’Europe? »

Nos invités pour ce débat :

- Olivier Onidi, directeur général adjoint à la Commission européenne, chargé de la migration et de l’asile.

- André Ipert, maire de Breil-sur-Roya

- René Dahon, porte-parole de l’association Roya Citoyenne

Pour assister à ce débat (nombre de places limitées), envoyez un mail à redacchef@nicematin.fr

 

Conférence « Migrants, Réfugiés, Exilés, Nous, Citoyens ? » organisée par la LDH à Marseille 25/3/17

Posté : 22 mars, 2017 @ 3:57 dans Citoyens solidaires, Droits de l'homme - Société, Réfugiés - Migrants, Réunion publique | Pas de commentaires »

 

 Flyer web Conf LDH PACA 25 mars V 28_2_17 -page-001 Flyer web Conf LDH PACA 25 mars V 28_2_17 -page-002

fichier pdf Flyer web Conf LDH PACA 25 mars V 28_2_17

« Migrants, Réfugiés, Exilés, Nous, Citoyens ? »

Conférence samedi 25 mars à Marseille

Samedi 25 mars après midi, au Théâtre MAZENOD, 88 rue d’Aubagne 13001 Marseille pour échanger sur la crise des migrants, la crise de l’accueil, en présence de la Présidente de la LDH, Françoise DUMONT

« Migrants, Réfugiés, Exilés, Nous, Citoyens ? »

Le Comité régional LDH PACA vous invite, le 25 mars après midi, au Théâtre MAZENOD, 88 rue d’Aubagne 13001 Marseille, pour échanger sur la crise des migrants, la crise de l’accueil, en présence de la Présidente de la LDH, Françoise DUMONT (entrée libre)

Programme :

**14h ACCUEIL ET INTRODUCTION
par Henri Rossi, président du comité régional LDH PACA

**14h15-16h15 TABLE RONDE : LA CRISE DES MIGRANTS

Animée par Muriel Prévot-Carpentier, section LDH de Saint-Maximin-la-Sainte-Baume
• Bertrand Badie, professeur en sciences politiques, Sciences Po Paris
Les enjeux géopolitiques et la place de l’humain dans cette situation
• François Tariq Sardi, photographe enquêteur indépendant
L’expérience de franchissement de la frontière par les réfugiés 
• Sophie Beau, directrice générale de SOS Méditerranée
La connaissance de la mer des réfugiés, leur sauvetage
16h15-16h45 Pause

**16h45-18h45 TABLE RONDE : LA CRISE DE L’ACCUEIL

Animée par Swanie Potot, présidente de la section LDH de Nice
• Yvan Gastaut, maître de conférences en histoire contemporaine, Université de Nice, Sophia Antipolis
La migration dans l’espace méditerranéen d’hier à aujourd’hui
• Cédric Herrou et Pierre-Alain Mannoni, citoyens de la vallée de la Roya Le délit de solidarité et la criminalisation des citoyens
• Jean-Pierre Cavalié, réseau Hospitalité de Marseille

**18h45-19h CONCLUSION ET APPEL
par Françoise Dumont, présidente de la LDH

Medias : « Nice matin »18/3/17 : « Cinq heures de galère pour quinze jeunes migrants » à Breil

Posté : 21 mars, 2017 @ 2:15 dans Citoyens solidaires, Droits de l'homme - Société, Mineurs Isolés Etrangers | Pas de commentaires »

 

 

 

Breil Cinq heures de galère pour quinze jeunes migrants-page-001

Article au format pdf : fichier pdf Breil Cinq heures de galère pour quinze jeunes migrants

Proposition de Loi au Sénat au 1/2/2017

Posté : 20 mars, 2017 @ 3:53 dans Citoyens solidaires, Communiqué officiel, Droits de l'homme - Société | Pas de commentaires »

Enregistré au Sénat ce 1/2/2017 : PROPOSITION DE LOI relative au délit d’aide au séjour irrégulier pour en exclure les services de transport humanitaires et désintéressée

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N° 354

SÉNAT

SESSION ORDINAIRE DE 2016-2017

Enregistré à la Présidence du Sénat le 1er février 2017

PROPOSITION DE LOI

relative au délit d’aide au séjour irrégulier pour en exclure les services de transport humanitaires et désintéressés,

PRÉSENTÉE

Par M. Philippe KALTENBACH,

Sénateur

(Envoyée à la commission des lois constitutionnelles, de législation, du suffrage universel, du Règlement et d’administration générale, sous réserve de la constitution éventuelle d’une commission spéciale dans les conditions prévues par le Règlement.)

EXPOSÉ DES MOTIFS

Mesdames, Messieurs,

La loi n° 2012-1560 du 31 décembre 2012 relative à la retenue pour vérification du droit au séjour et modifiant le délit d’aide au séjour irrégulier pour en exclure les actions humanitaires et désintéressées permet une plus large assistance à une personne en situation irrégulière. Les conseils juridiques ou des prestations de restauration, d’hébergement ou de soins médicaux étaient ainsi mentionnées mais la loi n’avait pas expressément cité le transport.

De nouvelles affaires judiciaires ont mis en exergue ce manque qui a permis l’engagement de poursuites pénales dans le cas où l’action humanitaire consiste en un service de transport. La proposition de loi propose de réparer ce manque en y incluant cette mission d’assistance au transport dans le but d’apporter aux réfugiés des conditions de vie dignes et décentes.

En effet, alors qu’il y a aujourd’hui une forte volonté politique de distinguer les citoyens motivés par l’action humanitaire et des passeurs dont la seule motivation est l’exploitation de la misère contre une rémunération, il convient d’ajouter à la loi la prestation de transport pour éviter les poursuites.

Cette réécriture protège ainsi mieux le travail des humanitaires et bénévoles pour permettre de faire la distinction entre les citoyens guidés par une motivation humanitaire, et les passeurs mercantiles. Elle permettra donc de poursuivre les uns sans inquiéter les autres. Apporter assistance et soutien, de manière désintéressée, à une personne en situation irrégulière au regard du séjour sur notre territoire ne saurait être puni.

PROPOSITION DE LOI

Article unique

Au 3° de l’article L. 622-4 du code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile, après le mot : « hébergement » sont insérés les mots : « , de transport ».

L’Etat hors-la-loi à Breil/Roya : 17.3.17 Communiqué de l’avocat Zia Oloumi Déni d’asile jeudi 16/3/2017 – Média « Nice matin 17/3/17 – Communiqué Roya citoyenne 15/3/17

Posté : 17 mars, 2017 @ 2:12 dans Communiqué officiel, Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios, Réfugiés - Migrants | Pas de commentaires »

Quand la parole de la République est bafouée !

Ce jour (jeudi16 mars 2017) 4 demandeurs d’asile (3 adultes et un mineur érythréens) qui se trouvaient en France ont été conduits à la Gendarmerie de Breil-sur-Roya pour y faire enregistrer leur demande d’asile.
En effet, selon l’Article L741-1 du CESEDA : « Tout étranger présent sur le territoire français et souhaitant demander l’asile se présente en personne à l’autorité administrative compétente, qui enregistre sa demande et procède à la détermination de l’Etat responsable en application du règlement (UE) n° 604/2013 du Parlement européen et du Conseil, du 26 juin 2013, établissant les critères et mécanismes de détermination de l’Etat membre responsable de l’examen d’une demande de protection internationale (…). »
Le même texte dispose que : « L’enregistrement a lieu au plus tard trois jours ouvrés après la présentation de la demande à l’autorité administrative compétente, sans condition préalable de domiciliation. Toutefois, ce délai peut être porté à dix jours ouvrés lorsqu’un nombre élevé d’étrangers demandent l’asile simultanément. »
Selon l’article R741-1 du CESEDA : « I.-Lorsqu’un étranger, se trouvant à l’intérieur du territoire français, demande à bénéficier de l’asile, l’enregistrement de sa demande relève du préfet de département et, à Paris, du préfet de police. »
L’association Roya citoyenne qui vient en aide humanitaire aux migrants littéralement « pris au piège » dans la Vallée de la Roya à la frontiere Franco-italienne, a sollicité l’aide d’un collectif d’avocats pour organiser l’accès aux droits pour les demandeurs d’asile et notamment l’accès à l’enregistrement de leur demande par les autorités compétentes. 
Après vérifications et consultations des acteurs de l’asile, il a été convenu de conduire des demandeurs d’asile Érythréens (3 adultes et 1 enfant de 5 ans) à la Gendarmerie de Breil-sur-Roya afin de leur permettre d’effectuer leur démarche de demande d’asile en France.
Un communiqué à été adressé 48 heures avant l’action qui devait se tenir à 11h.
Or, selon l’article R741-2 du CESEDA dans sa rédaction issue du décret du 21 septembre 2015: « Lorsque l’étranger présente sa demande auprès (…) des services de police ou de gendarmerie (…), la personne est orientée vers l’autorité compétente. (…) Ces autorités fournissent à l’étranger les informations utiles en vue de l’enregistrement de sa demande d’asile. Pour cela, elles dispensent à leurs personnels la formation adéquate. »
Les gendarmes avaient fermés les grilles d’entrée et ont demandé aux personnes de rejoindre les policiers de la PAF qui les attendaient plus bas affirmant que seul la Police aux frontières de Menton était compétente. Bien sûr plusieurs voitures et un fourgon de la PAF étaient présents et le commandant de la Gendarmerie a accompagné les militants et citoyens de la Roya aux voitures de la Police. Les demandeurs d’asile ont ainsi été remis aux policiers de la PAF et conduits à Menton (Poste de Garavan à la Frontière italienne).
Premier étonnement, les 4 demandeurs d’asile ont été priés de rejoindre le fourgon de la PAF pour être conduits librement vers Menton, ils. E pouvaient donc pas monter dans les voitures des militants. Leurs avocats ont été priés de venir par leur propre moyen sans être autorisés à se mettre à leurs côtés.
37 km plus tard, lorsque les avocats sont arrivés à Menton, ils ont trouvé 2 des personnes déjà en cours d’être auditionnées sans qu’ils puissent accéder à leurs clients ni assister à l’audition. Les policiers ont prétexté qu’il s’agissait d’une « audition de témoin » pour une enquête « judiciaire » mais qu’ils étaient « libres » bien qu’ « interdits de sortir » des locaux, par ailleurs fermés à clés. La représente de l’ANAFE et de l’amnesty International a sèchement été priée de sortir des locaux faute de les avoir prévenu 48 heures à l’avance !
Les avocats ont du insister pour demeurer sur les lieux dans le hall d’entrée auprès des demandeurs non auditionnées (audition tenue tour à tour, avec traduction par un des « témoins » lui-même demandeur d’asile qui parlait un peu anglais et un peu arabe et qui devait sans doute permettre de faire comprendre les questions des policiers. Car les érythréens parlent une langue « inconnue » pour les policiers).
Après 3 heures de blocages et auditions sans avocat ni Interprete des trois adultes, les demandeurs d’asile ont été placés dans une salle (pas une zone d’attente déclarée mais un local fermée avec toilettes mais sans téléphone, sans même la mention de numéros d’associations, etc.). Il a fallu encore insister pour que les avocats puissent accéder à leurs clients pendant… 5 mn avant que les policiers leur somment de sortir…
Un quart d’heure après que les avocats aient été coupés de leurs clients demandeurs d’asile déclarés, deux policiers sont venus remettre aux avocats 3 décisions de « refus d’entrée » (ci-joints) concernant leurs clients en précisant que ceux-ci auraient déjà été reconduits en Italie car leurs empreintes auraient été sorties du fichier Eurodac, consulté 3 heures plus tôt! Aucun autre document ni information n’a été fournie. 
Face à la protestation des avocats, les policiers ont précisés avoir agi en « toute humanité » et sous le « contrôle » du procureur de la République !
Cela veut dire que la parole de la République n’a pas été respectée et qu’il est difficile de faire confiance aux institutions et aux autorités chargées d’une mission qu’elles ne connaissent même pas !
En effet, selon l’article 8 de la directive européenne 2013/32/ue du 26 juin 2013 relative à des procédures communes pour l’octroi et le retrait de la protection internationale (refonte), portant sur l’ « Information et conseil dans les centres de rétention et aux points de passage frontaliers »: « 1. S’il existe des éléments donnant à penser que des ressortissants de pays tiers ou des apatrides placés en rétention dans des centres de rétention ou présents à des points de passage frontaliers, y compris les zones de transit aux frontières extérieures, peuvent souhaiter présenter une demande de protection internationale, les États membres leur fournissent des informations sur la possibilité de le faire. Dans ces centres de rétention et points de passage, les États membres prennent des dispositions en matière d’interprétation dans la mesure nécessaire pour faciliter l’accès à la procédure d’asile.
2. Les États membres veillent à ce que les organisations et les personnes qui fournissent des conseils et des orientations aux demandeurs puissent accéder effectivement aux demandeurs présents aux points de passage frontaliers, y compris aux zones de transit, aux frontières extérieures. Les États membres peuvent prévoir des règles relatives à la présence de ces organisations et de ces personnes à ces points de passage et, en particulier, soumettre l’accès à un accord avec les autorités compétentes des États membres. Des restrictions à cet accès ne peuvent être imposées que, lorsqu’en vertu du droit national, elles sont objectivement nécessaires à la sécurité, l’ordre public ou la gestion administrative des points de passage, pour autant que ledit accès n’en soit pas alors considérablement restreint ou rendu impossible. »
Les policiers de la PAF de Mention sont-ils au moins au courant de ces textes ? Et le procureur de la République de Nice ? 
Il est permis d’en douter… au regard de la tension palpable ce jour au poste de police de Menton et à l’impréparation et l’amateurisme des policiers en la matière.
Cela deviendrait risible s’il ne s’agissait du respect des droits fondamentaux de demandeurs d’asile bafoués dans la Partie même des droits de l’homme. 
***
Voici les quelques observations relevées :
- PPA de BREIL n’existe pas
- heure notée 11h20 à Breil – fonctionnaire de police matricule d’un policier de la PAF MENTON
- on voit qu’il y avait trace d’une croix à la question du départ le plus rapidement possible qui semble effacée au blanco
- c’est Madame DESFAY (jeune femme seule) qui avait qq notions d’anglais et parlait un peu arabe; elle semble avoir même servi d’interprête pour les autres ?? C’est elle également qui a fait l’objet d’une « audition de témoin » .. »dans une enquête préliminaire » toujours sans avocat,
- l’enfant à 5 ans! … voir la date de naissance rapportée!!
- ils n’ont jamais formalisé de demande d’asile en italie
- alors que c’est le même fonctionnaire pour les trois, les signatures ne sont pas identiques,
- ni les intéressés, ni l’interprête (et pour cause) n’ont signé
- ils ont été empêchés de sortir … quel statut? … détention arbitraire?
- pour Mme DESFAY, la notification du recours (3ème page) aurait été fait à Menton … à 11h40 , soit dix minutes après l’heure du contrôle à Breil (11h20) alors que l’arrivée à Menton a du se situer un peu avant 13h!!! 
- nous n’avons pu les voir dans la salle (qui n’est pas une zone d’attente bien qu’appelée ainsi par les fonctionnaires que qq minutes) un policier en civil disant haut et fort qu’il fallait que les avocats dégagent.
Le refus d’entrée n’a aucune base légale à moins de considérer que toute la zone frontalière de la Vallée de la Roya est une frontière… les demandeurs d’asile ont été annoncés et demeuraient à Breil depuis plusieurs jours. Ils étaient donc déjà entrés en France et n’étaient plus à la frontière
- les policiers ne pouvaient procéder à l’enregistrement de la demande d’asile mais seulement informer et orienter les personnes vers l’autorité compétente. Il ne s’agissait pas d’une procédure de demande d’asile à la frontière 
- la privation de liberté était manifeste (même si les policiers ont dit qu’ils étaient libres mais ne pouvaient sortir), totalement illégale et non fondée. Nous allons demander la communication de la procédure en portant plainte pour détention arbitraire 
- il s’est agi d’une « interpellation » qui ne disait pas son nom au mépris des droits fondamentaux et un piège totalement déloyal qui permet de s’interroger sur le degré de confiance que les migrants peuvent mettre dans les institutions 
- il faut interroger le parquet car les policiers ont dit que la procédure avait été validée par le parquet alors que ce n’est pas possible. Que lui auraient ils dit? Auraient-ils dit qu’ils sont venus les chercher à la gendarmerie de Breil et qu’ils savaient qu’ils étaient demandeurs d’asile ?
Nous envisageons, un référé liberté contre le refus d’enregistrement et le refus d’entrée et le dépôt d’une plainte pour faux et usage de faux er détention arbitraire. Le défenseur des droits sera aussi informé. Forum réfugiés devrait également demander des explications à la préfecture et au parquet.

Zia OLOUMI
Docteur en droit
Avocat

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http://www.nicematin.com/faits-divers/quatre-demandeurs-dasile-renvoyes-en-italie-122044

Article de Nice matin au format pdf, par Régine Meunier fichier pdf Quatre demandeurs d’asile renvoyés en Italie

Quatre demandeurs d asile renvoyés en Italie-page-001

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Communiqué de Roya citoyenne

au 15/3/2017

Jeudi 16 mars 2017 à 11h15 à Breil-sur-Roya,
des demandeurs d’asile (familles avec enfants), accompagnés par des citoyens français et européens,
ainsi qu’un collectif d’avocats et des membres de l’association « Roya citoyenne »,
se présenteront à la gendarmerie de Breil, afin de déposer leur requête de demande d’asile,
conformément aux dispositions de l’article R. 741-2 du Ceseda (Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile) dans sa version issue du Décret 2015-1166 du 21 septembre 2015 (art. 17-2° et 31), en vigueur au 1er nov. 2015. Cet article dispose en effet que :

« Lorsque l’étranger présente sa demande auprès de (…) des services de police ou de gendarmerie (…), la personne est orientée vers l’autorité compétente. (…) Les autorités fournissent à l’étranger les informations utiles en vue de l’enregistrement de sa demande d’asile. Pour cela, elles dispensent à leurs personnels la formation adéquate. »

En effet, ces dispositions légales demeuraient jusque là inappliquées
dans toute la zone frontalière des Alpes-Maritimes,

et en particulier dans les vallées enclavées Roya-Bévéra.
Ces personnes exilées doivent pouvoir accéder à leurs droits
sur tout le territoire de la Patrie des droits humains,

conformément à la Loi française et aux Conventions internationales.

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