ROYA CITOYENNE – Résistances en Roya

solidarité, renforcement du réseau social, réflexion sur des projets de société respectueux de l'humain et de la nature…

Archive pour la catégorie 'Medias : Articles presse Radios'

MEDIAS : répression des maraudes solidaires à Vintimille dans « Genova Repubblica »

Posté : 24 mars, 2017 @ 9:24 dans Citoyens solidaires, Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios | Pas de commentaires »

http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/03/24/news/ventimiglia_indagato_per_aver_dato_da_mangiare_ai_migranti-161313201/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S1.8-T1&refresh_ce

Ventimiglia, denunciato per aver dato

da mangiare ai migranti

Il primo verbale di polizia dopo l’ordinanza del sindaco pd che vieta di distribuire alimenti

di PIETRO BARABINO

24 marzo 2017

Ventimiglia, denunciato per aver dato da mangiare ai migranti
Il verbale di polizia 

 Sul verbale della Polizia di Stato, commissariato di Ventimiglia, si legge: “Indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti”. È datato 20 marzo ed è il primo provvedimento di cui si ha notizia, in seguito all’ordinanza dell’11 agosto 2016, con la quale il sindaco della città di confine con la Francia, Enrico Ioculano (Pd), vieta la distribuzione di alimenti ai migranti. 

I denunciati in realtà sarebbero stati tre, tutti di cittadinanza francese. «Siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica. Utilizzare il diritto per colpire e punire episodi di solidarietà non può avere e trovare alcuna giustificazione», dice il presidente di Antigone Patrizio Gonnella. Uno dei fermati si è rifiutato di firmare la denuncia perché nessuno era in grado di tradurre il documento e i contenuti in francese. Dura condanna anche da parte di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia: “Questa sanzione non è che l’ennesimo segnale dell’avvio, anche in Italia, di un allarmante processo di criminalizzazione della solidarietà. Iniziano a moltiplicarsi i provvedimenti amministrativi e giudiziari, in varie parti d’Italia, ma soprattutto in liguria, che rischiano di avere un effetto raggelante nei confronti di chi intende manifestare solidarietà nel modo più pratico e semplice possibile, con l’effetto paradossale di andare a colpire persone e associazioni che si assumono la responsabilità di colmare le gravi lacune lasciate dalle istituzioni”. 
L’ordinanza del primo cittadino di Ventimiglia, Enrico Ioculano, era nata adducendo motivi di ordine igienico-sanitario. Lo stesso sindaco, in seguito, aveva spiegato che in molti volevano “farsi pubblicità” offrendo solidarietà di questo tipo ai migranti e quindi lo scopo del suo provvedimento era fermarne il “protagonismo”, dal momento che associazioni autorizzate svolgevano già il servizio di distribuzione di alimenti. 

Ma “l’ordinanza è inattuale – commenta l’avvocato Alessandra Ballerini, che a Ventimiglia collabora con Caritas e Terres des Hommes – perché fa riferimento a ragioni igienico-sanitarie correlate alle ‘temperature medie della stagione estiva’ e si basa inoltre su una situazione diversa, ovvero quella di agosto, quando a Ventimiglia il centro predisposto dalla Prefettura e gestito dalla Croce Rossa Italiana era aperto a tutti, mentre oggi l’accesso è vincolato alla disponibilità, da parte dei migranti, di lasciarsi identificare e avviare la richiesta di asilo. L’articolo 2 della Costituzione italiana – aggiunge l’avvocato – impone il dovere della solidarietà, non capisco come si possa legittimamente vietare non dare cibo e acqua a chi si trova in condizioni di bisogno”.  

Per questo, ogni giorno a Ventimiglia, nel tardo pomeriggio, dai paesi francesi della Val Roja, arriva un’automobile piena di panini, acqua e tè che vengono distribuiti a decine di migranti che vagano in attesa di provare a fare il grande salto verso la Francia: non facile, perché la frontiera di fatto è chiusa.  Se gli arrivi sono costanti, il numero dei migranti che dormono in strada è aumentato nelle ultime settimane da quando, al Centro gestito dalla Croce Rossa al Parco Roja, è presente posto di polizia che identifica i migranti attraverso le impronte digitali e quindi li avvia al ricollocamento in altri centri in Italia.
Per questo, dal momento che chi è arrivato fino a Ventimiglia con l’intenzione di passare la frontiera con la Francia non ha alcuna intenzione di essere trasferito in altre parti d’Italia, da settimane molti migranti si tengono lontani dal campo governativo. Per mangiare, chi dorme in strada può ora rivolgersi solamente presso la Caritas e il campo totalmente autofinanziato “Ventimiglia Con-Fine Solidale” presso la Chiesa di Sant’Antonio. Ma non essendo possibile sfamare tutti, sono gli stessi volontari “autorizzati” a dichiarare che il servizio svolto ogni sera dai cittadini francesi, che distribuiscono un centinaio di pasti in strada, si rivela essenziale. Nel verbale di identificazione, consegnato al cittadino francese, si legge che “verrà segnalato in stato di libertà alle competenze dell’autorità giudiziaria in quanto indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti, art. 650 c.p. contravvenendo ad un’ordinanza del Sindaco di Ventimiglia”. 
Torna attuale il commento del Vescovo di Ventimiglia Antonio Suetta, che all’entrata in vigore dell’ordinanza che avrebbe impedito la distribuzione diretta da parte di volontari e attivisti di cibo a acqua ai migranti, aveva dichiarato: « L’accanimento su chi aiuta è una forma moderna di martirio, ma non bisogna aver paura e bisogna andare avanti: la storia dell’umanità è fatta di persone che , pagando sulla propria pelle, hanno sfidato delle leggi ingiuste, e se quelle persone non avessero fatto questi passi coraggiosi noi oggi non potremmo godere di certe libertà che hanno reso migliore la nostra società. » Contattato l’avvocato d’ufficio del foro di Imperia indicato nel verbale, riferisce di non aver ancora ricevuto la notifica dall’autorità giudiziaria.
 

Medias : webdocumentaire RFI « Roya, l’insoumise »

Posté : 23 mars, 2017 @ 6:51 dans Citoyens solidaires, Medias : Articles presse Radios, Réfugiés - Migrants, Soutien aux sans-papiers | Pas de commentaires »

Une vallée prend fait et cause pour les migrants !

1) La Souricière
2) La résistance des cheveux blancs
3) Anti-héros et gens ordinaires

http://webdoc.france24-mcd-rfi.com/infomigrants-roya-migrants-france-italie-vintimille-immigration-nice-police-frontiere/

Medias : Nice matin 17/2/17 « Des hôtels de luxe à Tende ? »

Posté : 23 mars, 2017 @ 12:53 dans Medias : Articles presse Radios | Pas de commentaires »

fichier pdf NM Hotels luxeNM  Hotels luxe-page-001

Un blessé grave aujourd’hui 22/3/17, un mort hier… La frontière blesse, la frontière tue : l’Etat français bafoue le droit d’asile

Posté : 22 mars, 2017 @ 6:24 dans Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios | Pas de commentaires »

Et la liste s’allonge…
https://citoyenssolidaires06.com/?page_id=3098

Aujourd’hui encore un blessé dans un état très grave :
http://www.sanremonews.it/2017/03/22/sommario/ventimiglia-vallecrosia-bordighera/leggi-notizia/argomenti/cronaca/articolo/ventimiglia-migrante-fa-un-volo-di-20-metri-nella-zona-di-ponte-san-ludovico-portato-in-elicottero.html
Un Afghan d’une trentaine d’années a fait une chute d’une vingtaine de mètres dans la zone frontière du Pont Santo Ludovico. Il avait été « réadmis » (sic) par la police française vers l’Italie (traduction de la langue de bois, ça signifie : renvoyé par la PAF à pied direction Vintimille, sans chercher à savoir si la personne est un demandeur d’asile, conformément à la Loi), pour être transféré à Tarento, Italie du Sud, hot spot d’où partent de nombreuses expulsions vers les pays d’origine.
Le journal précise : « Il était néanmoins libre de s’éloigner à quelque moment que ce soit » … Mais qui dit dans quel état moral et psychologique se retrouvent ces personnes qui, après l’enfer terrestre qu’elles traversent, se retrouvent expulsées sans aucun respect de leurs droits vers l’Italie, 1, 2, 3 … jusqu’à une dizaine de fois, mineurs ou pas… L’enfer européen, après l’enfer du désert, l’enfer libyen, voici l’enfer européen, celui de nos démocraties aux murs de verre où se brisent tous leurs rêves…
L’hypothèse du suicide semble se confirmer – et qui s’en étonnerait !
http://www.riviera24.it/2017/03/ventimiglia-respinto-dalla-francia-si-lancia-nel-vuoto-gravissimo-afghano-250160/

Et hier la frontière a tué encore ….

http://www.20minutes.fr/nice/2034979-20170321-cote-azur-migrant-retrouve-mort-sentier-entre-france-italie
http://www.nicematin.com/faits-divers/le-corps-dun-migrant-retrouve-a-la-frontiere-entre-menton-et-vintimille-123360

La presse classe ce drame dans les faits divers. Il ne s’agit pourtant pas d’un « accident » :
L’histoire se répète, la liste macabre s’allonge, voir ci-dessous ou en lien au-dessus.
Le Gouvernement français est bien le responsable de ces drames, dont la cause est directement liée au déni des droits humains, au déni du droit d’asile.
Jeudi 16 mars, un collectif d’avocats et Roya citoyenne avec des habitants solidaires ont accompagné à la gendarmerie de Breil/Roya des demandeurs d’asile, afin de faire valoir normalement valoir leurs droits comme le prévoit la Loi. Nous connaissons la suite qui s’apparente à une sinistre farce.
Les avocats ont constaté les nombreux manquements à la Loi de la part des autorités et des forces de police. Cette famille de réfugiés érythréens ont été « réadmis » en Italie avec leur enfant au mépris de toutes les procédures légales prévues. Tout a été fait pour les isoler des citoyens qui les soutenaient, et surtout de leurs avocats : auditions sans interprète, sans avocat…
http://roya06.unblog.fr/2017/03/17/letat-hors-la-loi-a-breilroya-deni-dasile-jeudi-1632017-media-nice-matin-17317-communique-roya-citoyenne-15317/

https://citoyenssolidaires06.com/?page_id=3098 :
Date

Qui Origine Comment / ou
06/09/16 Jeune homme « origine africaine » Chute sous le viaduc de l’autoroute à Sainte Agnès en essayant d’échapper aux forces de l’ordrehttp://www.20minutes.fr/nice/1921323-20160908-menton-jeune-migrant-retrouve-mort-sous-viaduc-autoroute
07/10/16 Milet, femme, 17 ans Erythréenne Millet, 17 ans érythréenne, morte sur le coups vendredi, percutée par un camion sur l’autoroute.Un blessé grave aujourd'hui 22/3/17, un mort hier... La frontière blesse, la frontière tue : l'Etat français bafoue le droit d'asile dans Droits de l'homme - Sociétéhttp://www.nicematin.com/faits-divers/une-migrante-decede-apres-avoir-ete-percutee-par-un-semi-remorque-83696
21/10/16 Jeune homme Percuté par une voiture sur l’autoroute A8http://www.leparisien.fr/faits-divers/un-jeune-migrant-tue-sur-l-autoroute-pres-de-menton-22-10-2016-6240525.php
22/11/16 Jeune homme,  23 ans Nigérian Noyé emporté par la Royahttp://www.20minutes.fr/nice/1966535-20161122-intemperies-migrants-pieges-crue-vintimille
23/12/16 Jeune homme, environ 25 ans Vintimille : un jeune migrant tué par un train près de la frontière française. Un jeune migrant a été tué accidentellement alors qu’il marchait le long de la voie ferrée près de la ville frontalière italienne.
http://www.leparisien.fr/faits-divers/vintimille-un-jeune-migrant-tue-par-un-train-pres-de-la-frontiere-francaise-24-12-2016-6491982.php
04/01/17 Homme,  27 ans Lybien Un migrant heurté par un scooter à Vintimille est mort sur le coup sur la route qui mène au camp de La Croix Rouge.http://www.riviera24.it/2017/01/migrante-investito-da-scooter-muore-sul-colpo-centauro-in-codice-rosso-al-borea-244222/
05/02/17 Jeune homme, entre 20 et 25 ans Afrique du Nord Percuté par un train dans le tunnel de Doganahttp://www.nicematin.com/faits-divers/on-en-sait-plus-sur-le-migrant-decede-ce-dimanche-matin-dans-un-tunnel-ferroviaire-entre-litalie-et-menton-112229
17/02/17  Homme Le corps carbonisé d’un homme a été retrouvé vendredi matin sur le toit d’un train en provenance de Vintimille (Italie). Il pourrait s’agir d’un migrant.
http://www.leparisien.fr/faits-divers/cannes-electrocute-sur-le-toit-d-un-train-qui-venait-de-vintimille-17-02-2017-6689352.php

Débat 30/3 18 h organisé par « Nice matin » et la Commission européenne :  » Migrants, mais que fait l’Europe ? » avec Roya citoyenne

Posté : 22 mars, 2017 @ 5:23 dans Citoyens solidaires, Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios, Réfugiés - Migrants, Réunion publique | Pas de commentaires »

http://www.nicematin.com/faits-de-societe/migrants-mais-que-fait-leurope-venez-debattre-avec-nous-jeudi-30-mars-123622

Le groupe Nice-Matin et la Commission européenne organisent le jeudi 30 mars, de 18h à 20h, au siège du journal à Nice, un débat public.

« Migrants, mais que fait l’Europe? » Venez débattre avec nous jeudi 30 mars

Cote-D-Azur -  Faits de société

Des migrants bloqués à la frontière à Menton.

PAR La rédaction Mis à jour le 22/03/2017 à 14:09 Publié le 22/03/2017 à 10:46

Le thème: « Migrants, mais que fait l’Europe? »

Nos invités pour ce débat :

- Olivier Onidi, directeur général adjoint à la Commission européenne, chargé de la migration et de l’asile.

- André Ipert, maire de Breil-sur-Roya

- René Dahon, porte-parole de l’association Roya Citoyenne

Pour assister à ce débat (nombre de places limitées), envoyez un mail à redacchef@nicematin.fr

 

COMMUNIQUE EN FAVEUR DE FELIX CROFT + pétition + NICE MATIN 17/3/2017

Posté : 20 mars, 2017 @ 2:46 dans Citoyens solidaires, Medias : Articles presse Radios, Réfugiés - Migrants | 1 commentaire »

L’HUMANITAIRE FELIX CROFT NE DOIT PAS ETRE CONDAMNE

PAR LA JUSTICE ITALIENNE

Le Jeudi 16 Mars 2017, le procureur du tribunal d’Impéria, en Italie, a requis 40 mois de prison et 50 000 euros d’amende contre Félix Croft, le bénévole humanitaire azuréen, pour avoir transporté le 22 Juillet 2016 une famille de soudanais.

Une peine pour le moins sévère, au regard des faits. La comparaison avec Cédric Herrou s’imposait, et la défense n’a pas manqué de souligner la disproportion des sanctions requises : alors même que le Tribunal de première instance de Nice n’avait pas retenu la clause humanitaire, Cédric Herrou a été condamné à 3000 euros d’amende avec sursis pour avoir favorisé l’entrée sur le territoire français d’environ 200 migrants privés de documents, uniquement au motif qu’il n’avait pas pu fournir la preuve des risques encourus par les individus aidés.

Or, dans le cas de Félix Croft, on ne peut qu’être frappé par l’évidence de la dangerosité de la situation des personnes aidées. Une famille de soudanais ayant fui l’un des conflits les plus sanguinaires du siècle en Afrique (300.000 morts depuis 2003), une femme enceinte et un enfant brûlé sur tout le flanc droit, hébergée temporairement par une association italienne. A la fin de leur hébergement cette famille allait se trouver dans la même situation que les centaines de réfugiés qui vivent dans la rue à Vintimille. Contraints pour la plupart à tenter le franchissement de la frontière par des moyens extrêmement dangereux comme en attestent les 8 drames qui ont eu lieu sur les voies d’autoroute et ferroviaires depuis 2016.

Tous les membres de cette famille se trouvaient être de fait des réfugiés, et avaient donc pour cette raison un droit de résidence et d’entrée sur le territoire français, comme l’a argumenté l’avocate de Félix Croft. L’accusé ne faisait alors rien d’autre qu’aider cette famille à bénéficier des conditions d’accueil nécessaires répondant à sa situation.

Contrainte par la politique globale des Etats européens, l’Italie se trouve submergée par l’afflux des personnes déplacées provenant des zones de conflit sur la planète. N’ayant pas les moyens logistiques de faire ce travail de police pour l’Europe entière, il est évident que les conditions d’accueil ne peuvent être qu’alarmantes, comme les ONG, Médecins sans frontière et Amnesty International le constatent. 10.000 demandeurs d’asile sous protection internationale sont contraints d’y vivre en dehors du système d’accueil, dans des conditions d’extrême précarité et de marginalité.

En agissant comme il l’a fait, Félix Croft se trouvait dans les cas décrits par la législation européenne qui stipule que les personnes aidant des réfugiés à entrer, ou passer, par le territoire d’un pays membre ne subiront aucune sanction si elles agissent pour des motifs humanitaires.

L’énormité des peines requises est scandaleuse

Nous alertons les citoyens sur la politique migratoire européenne qui condamne des humanitaires palliant aux carences d’accueil des réfugiés dans les pays membres, alors que nombre d’États, dont la France, enfreignent systématiquement les droits des personnes qui arrivent sur leurs territoires.

Nous lançons un appel à la solidarité avec Félix Croft.

 

Nous demandons au Président de la République d’intervenir auprès de l’Etat italien.

Félix Croft ne doit pas être condamné.

Signez et diffusez la pétition 

https://www.change.org/p/d%C3%A9cideurs-politiques-en-mati%C3%A8re-d-immigration-r%C3%A9fugi%C3%A9s-%C3%A0-vintimille-une-condamnation-de-f%C3%A9lix-croft-serait-profond%C3%A9ment-injuste?recruiter=91597428&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_for_starters_page&utm_term=des-lg-no_src-no_msg

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fichier pdf NM Félix Croft 40 mois requis

fichier pdf NM Félix Croft 40 mois requis 17389070_1867271916824575_7158359643161072275_o

 

L’Etat hors-la-loi à Breil/Roya : 17.3.17 Communiqué de l’avocat Zia Oloumi Déni d’asile jeudi 16/3/2017 – Média « Nice matin 17/3/17 – Communiqué Roya citoyenne 15/3/17

Posté : 17 mars, 2017 @ 2:12 dans Communiqué officiel, Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios, Réfugiés - Migrants | Pas de commentaires »

Quand la parole de la République est bafouée !

Ce jour (jeudi16 mars 2017) 4 demandeurs d’asile (3 adultes et un mineur érythréens) qui se trouvaient en France ont été conduits à la Gendarmerie de Breil-sur-Roya pour y faire enregistrer leur demande d’asile.
En effet, selon l’Article L741-1 du CESEDA : « Tout étranger présent sur le territoire français et souhaitant demander l’asile se présente en personne à l’autorité administrative compétente, qui enregistre sa demande et procède à la détermination de l’Etat responsable en application du règlement (UE) n° 604/2013 du Parlement européen et du Conseil, du 26 juin 2013, établissant les critères et mécanismes de détermination de l’Etat membre responsable de l’examen d’une demande de protection internationale (…). »
Le même texte dispose que : « L’enregistrement a lieu au plus tard trois jours ouvrés après la présentation de la demande à l’autorité administrative compétente, sans condition préalable de domiciliation. Toutefois, ce délai peut être porté à dix jours ouvrés lorsqu’un nombre élevé d’étrangers demandent l’asile simultanément. »
Selon l’article R741-1 du CESEDA : « I.-Lorsqu’un étranger, se trouvant à l’intérieur du territoire français, demande à bénéficier de l’asile, l’enregistrement de sa demande relève du préfet de département et, à Paris, du préfet de police. »
L’association Roya citoyenne qui vient en aide humanitaire aux migrants littéralement « pris au piège » dans la Vallée de la Roya à la frontiere Franco-italienne, a sollicité l’aide d’un collectif d’avocats pour organiser l’accès aux droits pour les demandeurs d’asile et notamment l’accès à l’enregistrement de leur demande par les autorités compétentes. 
Après vérifications et consultations des acteurs de l’asile, il a été convenu de conduire des demandeurs d’asile Érythréens (3 adultes et 1 enfant de 5 ans) à la Gendarmerie de Breil-sur-Roya afin de leur permettre d’effectuer leur démarche de demande d’asile en France.
Un communiqué à été adressé 48 heures avant l’action qui devait se tenir à 11h.
Or, selon l’article R741-2 du CESEDA dans sa rédaction issue du décret du 21 septembre 2015: « Lorsque l’étranger présente sa demande auprès (…) des services de police ou de gendarmerie (…), la personne est orientée vers l’autorité compétente. (…) Ces autorités fournissent à l’étranger les informations utiles en vue de l’enregistrement de sa demande d’asile. Pour cela, elles dispensent à leurs personnels la formation adéquate. »
Les gendarmes avaient fermés les grilles d’entrée et ont demandé aux personnes de rejoindre les policiers de la PAF qui les attendaient plus bas affirmant que seul la Police aux frontières de Menton était compétente. Bien sûr plusieurs voitures et un fourgon de la PAF étaient présents et le commandant de la Gendarmerie a accompagné les militants et citoyens de la Roya aux voitures de la Police. Les demandeurs d’asile ont ainsi été remis aux policiers de la PAF et conduits à Menton (Poste de Garavan à la Frontière italienne).
Premier étonnement, les 4 demandeurs d’asile ont été priés de rejoindre le fourgon de la PAF pour être conduits librement vers Menton, ils. E pouvaient donc pas monter dans les voitures des militants. Leurs avocats ont été priés de venir par leur propre moyen sans être autorisés à se mettre à leurs côtés.
37 km plus tard, lorsque les avocats sont arrivés à Menton, ils ont trouvé 2 des personnes déjà en cours d’être auditionnées sans qu’ils puissent accéder à leurs clients ni assister à l’audition. Les policiers ont prétexté qu’il s’agissait d’une « audition de témoin » pour une enquête « judiciaire » mais qu’ils étaient « libres » bien qu’ « interdits de sortir » des locaux, par ailleurs fermés à clés. La représente de l’ANAFE et de l’amnesty International a sèchement été priée de sortir des locaux faute de les avoir prévenu 48 heures à l’avance !
Les avocats ont du insister pour demeurer sur les lieux dans le hall d’entrée auprès des demandeurs non auditionnées (audition tenue tour à tour, avec traduction par un des « témoins » lui-même demandeur d’asile qui parlait un peu anglais et un peu arabe et qui devait sans doute permettre de faire comprendre les questions des policiers. Car les érythréens parlent une langue « inconnue » pour les policiers).
Après 3 heures de blocages et auditions sans avocat ni Interprete des trois adultes, les demandeurs d’asile ont été placés dans une salle (pas une zone d’attente déclarée mais un local fermée avec toilettes mais sans téléphone, sans même la mention de numéros d’associations, etc.). Il a fallu encore insister pour que les avocats puissent accéder à leurs clients pendant… 5 mn avant que les policiers leur somment de sortir…
Un quart d’heure après que les avocats aient été coupés de leurs clients demandeurs d’asile déclarés, deux policiers sont venus remettre aux avocats 3 décisions de « refus d’entrée » (ci-joints) concernant leurs clients en précisant que ceux-ci auraient déjà été reconduits en Italie car leurs empreintes auraient été sorties du fichier Eurodac, consulté 3 heures plus tôt! Aucun autre document ni information n’a été fournie. 
Face à la protestation des avocats, les policiers ont précisés avoir agi en « toute humanité » et sous le « contrôle » du procureur de la République !
Cela veut dire que la parole de la République n’a pas été respectée et qu’il est difficile de faire confiance aux institutions et aux autorités chargées d’une mission qu’elles ne connaissent même pas !
En effet, selon l’article 8 de la directive européenne 2013/32/ue du 26 juin 2013 relative à des procédures communes pour l’octroi et le retrait de la protection internationale (refonte), portant sur l’ « Information et conseil dans les centres de rétention et aux points de passage frontaliers »: « 1. S’il existe des éléments donnant à penser que des ressortissants de pays tiers ou des apatrides placés en rétention dans des centres de rétention ou présents à des points de passage frontaliers, y compris les zones de transit aux frontières extérieures, peuvent souhaiter présenter une demande de protection internationale, les États membres leur fournissent des informations sur la possibilité de le faire. Dans ces centres de rétention et points de passage, les États membres prennent des dispositions en matière d’interprétation dans la mesure nécessaire pour faciliter l’accès à la procédure d’asile.
2. Les États membres veillent à ce que les organisations et les personnes qui fournissent des conseils et des orientations aux demandeurs puissent accéder effectivement aux demandeurs présents aux points de passage frontaliers, y compris aux zones de transit, aux frontières extérieures. Les États membres peuvent prévoir des règles relatives à la présence de ces organisations et de ces personnes à ces points de passage et, en particulier, soumettre l’accès à un accord avec les autorités compétentes des États membres. Des restrictions à cet accès ne peuvent être imposées que, lorsqu’en vertu du droit national, elles sont objectivement nécessaires à la sécurité, l’ordre public ou la gestion administrative des points de passage, pour autant que ledit accès n’en soit pas alors considérablement restreint ou rendu impossible. »
Les policiers de la PAF de Mention sont-ils au moins au courant de ces textes ? Et le procureur de la République de Nice ? 
Il est permis d’en douter… au regard de la tension palpable ce jour au poste de police de Menton et à l’impréparation et l’amateurisme des policiers en la matière.
Cela deviendrait risible s’il ne s’agissait du respect des droits fondamentaux de demandeurs d’asile bafoués dans la Partie même des droits de l’homme. 
***
Voici les quelques observations relevées :
- PPA de BREIL n’existe pas
- heure notée 11h20 à Breil – fonctionnaire de police matricule d’un policier de la PAF MENTON
- on voit qu’il y avait trace d’une croix à la question du départ le plus rapidement possible qui semble effacée au blanco
- c’est Madame DESFAY (jeune femme seule) qui avait qq notions d’anglais et parlait un peu arabe; elle semble avoir même servi d’interprête pour les autres ?? C’est elle également qui a fait l’objet d’une « audition de témoin » .. »dans une enquête préliminaire » toujours sans avocat,
- l’enfant à 5 ans! … voir la date de naissance rapportée!!
- ils n’ont jamais formalisé de demande d’asile en italie
- alors que c’est le même fonctionnaire pour les trois, les signatures ne sont pas identiques,
- ni les intéressés, ni l’interprête (et pour cause) n’ont signé
- ils ont été empêchés de sortir … quel statut? … détention arbitraire?
- pour Mme DESFAY, la notification du recours (3ème page) aurait été fait à Menton … à 11h40 , soit dix minutes après l’heure du contrôle à Breil (11h20) alors que l’arrivée à Menton a du se situer un peu avant 13h!!! 
- nous n’avons pu les voir dans la salle (qui n’est pas une zone d’attente bien qu’appelée ainsi par les fonctionnaires que qq minutes) un policier en civil disant haut et fort qu’il fallait que les avocats dégagent.
Le refus d’entrée n’a aucune base légale à moins de considérer que toute la zone frontalière de la Vallée de la Roya est une frontière… les demandeurs d’asile ont été annoncés et demeuraient à Breil depuis plusieurs jours. Ils étaient donc déjà entrés en France et n’étaient plus à la frontière
- les policiers ne pouvaient procéder à l’enregistrement de la demande d’asile mais seulement informer et orienter les personnes vers l’autorité compétente. Il ne s’agissait pas d’une procédure de demande d’asile à la frontière 
- la privation de liberté était manifeste (même si les policiers ont dit qu’ils étaient libres mais ne pouvaient sortir), totalement illégale et non fondée. Nous allons demander la communication de la procédure en portant plainte pour détention arbitraire 
- il s’est agi d’une « interpellation » qui ne disait pas son nom au mépris des droits fondamentaux et un piège totalement déloyal qui permet de s’interroger sur le degré de confiance que les migrants peuvent mettre dans les institutions 
- il faut interroger le parquet car les policiers ont dit que la procédure avait été validée par le parquet alors que ce n’est pas possible. Que lui auraient ils dit? Auraient-ils dit qu’ils sont venus les chercher à la gendarmerie de Breil et qu’ils savaient qu’ils étaient demandeurs d’asile ?
Nous envisageons, un référé liberté contre le refus d’enregistrement et le refus d’entrée et le dépôt d’une plainte pour faux et usage de faux er détention arbitraire. Le défenseur des droits sera aussi informé. Forum réfugiés devrait également demander des explications à la préfecture et au parquet.

Zia OLOUMI
Docteur en droit
Avocat

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http://www.nicematin.com/faits-divers/quatre-demandeurs-dasile-renvoyes-en-italie-122044

Article de Nice matin au format pdf, par Régine Meunier fichier pdf Quatre demandeurs d’asile renvoyés en Italie

Quatre demandeurs d asile renvoyés en Italie-page-001

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Communiqué de Roya citoyenne

au 15/3/2017

Jeudi 16 mars 2017 à 11h15 à Breil-sur-Roya,
des demandeurs d’asile (familles avec enfants), accompagnés par des citoyens français et européens,
ainsi qu’un collectif d’avocats et des membres de l’association « Roya citoyenne »,
se présenteront à la gendarmerie de Breil, afin de déposer leur requête de demande d’asile,
conformément aux dispositions de l’article R. 741-2 du Ceseda (Code de l’entrée et du séjour des étrangers et du droit d’asile) dans sa version issue du Décret 2015-1166 du 21 septembre 2015 (art. 17-2° et 31), en vigueur au 1er nov. 2015. Cet article dispose en effet que :

« Lorsque l’étranger présente sa demande auprès de (…) des services de police ou de gendarmerie (…), la personne est orientée vers l’autorité compétente. (…) Les autorités fournissent à l’étranger les informations utiles en vue de l’enregistrement de sa demande d’asile. Pour cela, elles dispensent à leurs personnels la formation adéquate. »

En effet, ces dispositions légales demeuraient jusque là inappliquées
dans toute la zone frontalière des Alpes-Maritimes,

et en particulier dans les vallées enclavées Roya-Bévéra.
Ces personnes exilées doivent pouvoir accéder à leurs droits
sur tout le territoire de la Patrie des droits humains,

conformément à la Loi française et aux Conventions internationales.

Médias : « Bastamag » Schengen, les migrants et le complexe militaro-industriel

Posté : 17 mars, 2017 @ 3:47 dans Droits de l'homme - Société, Medias : Articles presse Radios, Réfugiés - Migrants | Pas de commentaires »

http://www.bastamag.net/Migrants-Schengen-terrorisme-comment-le-complexe-militaro-industriel-europeen

Media : « La Repubblica » 1/3/17 « Vintimille, sandwiches en cachette et une église ouverte »

Posté : 17 mars, 2017 @ 2:03 dans Citoyens solidaires, Medias : Articles presse Radios | Pas de commentaires »

http://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/ventimiglia-panini-di-nascosto-e-una-chiesa-aperta-cosi-aiutiamo-i-migranti-nel-paese-che-vieta-la-carita/269166/269600?video&ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

1 MARZO 2017

Ventimiglia, panini di nascosto e una chiesa aperta :

« Così aiutiamo i migranti nel paese che vieta la carità »

« Vintimille, sandwiches en cachette et une église ouverte, c’est ainsi que nous aidons les migrants au pays de la charité. »

La distribuzione del cibo avviene ogni sera in un parcheggio, in gran segreto: così i volontari francesi dell’associazione Roya Citoyenne sostengono i migranti di Ventimiglia, le persone che la Francia respinge e rimangono bloccate in Italia. Un’ordinanza del sindaco ha vietato la somministrazione di cibo e bevande su area pubblica ai « non autorizzati ». Da un mese il campo di transito di Ventimiglia non accetta nuovi accessi per lavori di manutenzione. Così i profughi non sanno dove andare, dormono all’addiaccio lungo il torrente. Ad aiutarli, tra tante difficoltà, la proprietaria di un bar e don Rito Alvarez, che accoglie famiglie e minori, ma senza il supporto della Prefettura. Alle polemiche il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, Pd, risponde così: « L’ordinanza serve per evitare che certe persone o associazioni abusino della distribuzione di cibo ai migranti per avere visibilità, e per evitare che la città diventi un suq. Ma ai cittadini che portano i panini non diciamo nulla. La situazione in città è peggiorata a causa del blocco degli accessi al campo di transito, speriamo ripartano presto ».

Servizio di Pietro Barabino e Giulia Destefanis

 

Alpes maritimes-Menton : le théâtre au secours des réfugiés, au Lavoir théâtre par Mandine Guillaume et Emilien Urbach

Posté : 17 mars, 2017 @ 1:48 dans Medias : Articles presse Radios, Soutien aux sans-papiers | Pas de commentaires »

https://www.pressreader.com/monaco/monaco-matin/20170314/281496456089995

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